Orientati al massacro
Lo stomaco spinge, urla, rigurgita acido e il sapore si fonde al sudore che scorre, rende umide le labbra. I secondi si scandiscono con ansimare violento, le virtù si cancellano portate lontano dal vento, gli occhi si incontrano, daghe di ghiaccio gli sguardi si scontrano e fluttuano appesi alle orbite stanche.
Orientati al massacro i corpi restano marmo opposti l’uno all’altro, la pelle ora tira, il sangue la lava e scivola ridente a provare la passione d’odio, i denti stretti la reclamano, e la passione divampa. Siamo modesti colpevoli e ora presunti carnefici. Ora io, il mio muso contro il tuo, la presa devasta, s’affonda nella carne, le unghie scorrono, solcano come uncini i fianchi in tensione.
Demoni consapevoli si regalano la definitiva dannazione, in cerca d’una salvezza di lama, filata lei regala ristoro comune agli squarci del corpo ormai alla gravità arreso.
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