Lo stupro dell’anima
My personal brainwashed

Nov
01

Il lampo ha diviso i nostri confini,

Solo tra pianure di noia,

Che di confini non hanno che la brezza delle tue mani.

Ott
11

Re “dell’ogni dove”, Ora è 2008, ed io brucio, croce dello storno che è peso di un’amara inquietudine, portata oltre i tempi, oltre l’ennesimo fuoco di compagine, un fiero ha ridestato a nuovo il suo argine, come un catasto rimestato di fulva e siderea ruggine.

Senza tempo e senza pace, muori uomo e muori in croce, senza dubbio o riserva, verme di speranza, onore e puttana di clemenza.

Ott
08

Ora è 2008, glaciale la resa ed in cielo qui piove, il concilio non basta a chi con me conosce “l’ogni dove”,
è il ritorno ansimante vige sul cranio, sono genio, inverosimile e arreso sto come atomo d’uranio.
Ho imparato ad odiare ciò che è carestia dell’anima, il rovescio della medaglia, la coscienza della vittima.
Ho varcato il confine tra ansia e stasi, arti appesi, con i visi assuefatti ormai ai sensi grigi arresi.

Sono ”ordito” dalle croci rese vive dal mio tempo, su fuoco di cera, il flettere del grilletto “muove” il colpo,
una sensazione di calore stilla pervasa d’incanto, ammanta l’istante del fuggire distrutto, violento.
Vesti dell’odio incessante tagliano i polsi  di ogni presente, si riflettono, specchio degli anni che separano dall’amata morte.
Il viso attende le carezze di pallide rugiade, all’aurora che il cielo regala, regale si cede.

Amorevolmente, Senza Tempo è stigmate del fervore,
Amorevolmente, muove l’errore il nostro dovere,
Amorevolmente la lotta continua tra il mio odio e il mio ardore.
Amorevolmente, Amorevolmente.

Ott
05
Ora è 2008, il freddo è pace di una resa soave, il concilio “d’ogni dove”, muove musiche sue schiave,
è il ritorno in volo sui sentieri del cranio, Io sono genio, amorevole e dilaniato come nucleo d’atomo d’uranio,
le scuse d’un finto stese impregnano gli stracci del vinto, e ora è tritume che si sparge sul pubblico avvinto,
in ogni bagliore d’un odio migliore, decine di schiere, sono il dolore, terso e infinito barlume del potere.

Amorevolmente, Senza Tempo è stigmate del fervore,
Amorevolmente, muove l’errore il nostro dovere,
Amorevolmente la lotta continua tra il mio odio e il mio ardore.
Amorevolmente, Amorevolmente.

Set
10

Tu non sarai mai …
Colei che avresti potuto essere …
Tu sei morta’ pura belta’ del mio cuore …
Io rinnego
Ogni mio sorriso …
Ogni carezza …
Che come farfalla ingenua ti regalai.
Lug
30

Non so perchè, cuore mio …
Restare qui, pregare dio …

Solidale sei, amore mio dai …
Servile e distratto poi …
Come fù prima, tra il per ora, mai …

Sangue e gelido sorriso, regalai …
Osanna! dio santo, santo è il dio ora, per ora, mai..

( La privazione di violenza, decantata ed esposta alla massa, è filibustiere di miseri intenti, un giullare di dubbi e dubitabili credenti ).

Giu
28
Vari ciarpami biancheggiano di spuma e dondolio marino alle coste del mio solitario incedere, s’impregnano di sale e saporiti corrono lungo l’apnea del mio sorriso.

Ingoia la ragione stupido umano, ingoia il sapere dell’ingegno il compagno. Ignorami se di briose vittorie tu vuoi ardere, uccidimi se di lacrime il tuo crinale vuoi far soccombere.

La lettera di ragion pura eguaglia il sapore di quei viziosi gorgheggi, stella, mare, trama di seta … amore perdona la mia indecenza.

Dic
24

Dunque mi dicesti; Tu, corpo come latte in cascate, morbido come la neve e saporito d’un succo prelibato … è giunto il nostro momento, ansima amore mio, ansima d’ogni strisciare, singhiozza di brama selvaggia, inonda le mie cavità.

Di minuti e pochi onori …

Mai, pensai d’essere morto in quel freddo pendio che i tuoi seni ricordano, come cime colme di neve candida, e linee di fuga, aimè … proprio qui, proprio ora, mi doni sepoltura al volto dell’aurora.  

Ott
20

Sono “al”kuanto”" stanco dell’intelletto. Penso sia una malattia – si l’intelligenza – La bellezza del mediocre solletica spesso la mia fantasia, mi trovo sdraiato su quella sedia dondolante là in veranda e penso alla mediocrità con dubbio stupore, è quasi un incontro di sesso quello che la mente genera, non è una sommaria bellezza, no, non lo è, credo sia realmente una bellezza disarmante poter gioire senza pudori delle mediocrità che circolano in questo nostro bel mondo.

La durezza e l’amarezza che si prova nel non poter gioire delle ridenti mediocrità rende un uomo assai lontano dal ridente cammino della vita, ma, “al”kuanto”" vicino a ciò che la mente del folle chiama “Grazia di Dio”.

Ott
18

Minore sillaba di età assoluta, morente parvenza di sottile ristoro, il palazzo di fronte ondeggia tra nuvole di sale e la mente sinchioda, come in croce di golgota sollevata da mani troppo ipocrite per sondare preferenze o delicate suggestioni. L’abitudine ha portato alcuni a credere nella routine della vita, L’intelletto ha portato alcuni a credere all’ingordigia della giovane fanciulla che di sorrisi fa dono.
 ....
Sono 3 visioni che si poggiano alla linearità della mia vista, l’incontro del mio sguardo al loro, porge a servizio di un ennesima lotta corridoi triscenici che donano chiarezza decisiva e di sangue non priva, la mano si torce su asfalto e terra, il viso si sconfigge tra impatti e vita.

La sofferenza di un agguato ben riuscito nasce da l’inutile possibilità di associarlo a ciò che agguato lo rende.